Attualmente il Counseling è una professione non regolamentata, lo Stato cioè non prevede leggi in materia, non controlla e non richiede criteri minimi di accesso alla professione. Quindi, in questo momento chiunque può esercitare la professione e definirsi Counselor.
E' lasciato alla discrezione della singola persona, decidere quale tipo di formazione seguire prima di dichiararsi tale, e con coscienza decidere di farsi esaminare per avere conferma delle proprie competenze professionali. Diverse associazioni hanno definito dei criteri minimi di accesso alla professione, una di queste è la SICOOL e per questo ci siamo affiliati ad essa, considerato quanto ci sta a cuore che gli Operatori Olistici ed i Counselors preparati da noi, abbiano una formazione davvero olistica ed esperienziale.
Tutte le associazioni di cui sopra stanno cooperando affinchè la figura del Counselor venga legalizzata, con l'obiettivo che coloro iscritti nel Registro di Associazione come Counselor, possano essere inseriti in un futuro Albo Professionale, come già accade in altri Stati.
Nel 1937 alla Duke University, negli Stati Uniti, venne tenuto il primo corso in “couple counseling”. Il concetto di Counseling si diffuse poi negli anni ’40 dopo le pubblicazioni di Carl Rogers e Rollo May, con l’intenzione di “assicurare un riconoscimento professionale a tutti coloro che pur non avendo, né volendo, il titolo accademico di psicologo o psicoterapeuta, svolgono un’attività che esige una buona conoscenza della personalità umana”. Nel 1943 venne pubblicato il primo manuale di Counseling per gli assistenti sociali. Approdando in Europa, il Counseling prese piede prima di tutto in Gran Bretagna negli anni ’70, e si espanse negli anni ’90 anche verso gli altri Stati europei.
Con la liberalizzazione del mercato dei servizi, l’Unione Europea nel 2006 inizia a sintonizzare le varie legislazioni nazionali delle libere professioni con uno standard europeo. Ciò invita a pensare che in futuro le regole per le professioni saranno determinate più da Bruxelles che da Roma.
In quest’ottica vale la pena vedere come è organizzato il counseling anche in altri paesi europei:
In Gran Bretagna i Counselors e gli Psicoterapeuti sono uniti in un’unica associazione, la BACP (British Association for Counselling and Psychotherapy) che conta 6.000 membri. In Irlanda la analoga IACP conta 2.500 associati.
La NAC nei Paesi Bassi e la GAC in Grecia includono solo Counselors.
In Germania i Counselors, coaches e i supervisori si stanno unendo su scala nazionale, il loro movimento è meno forte, perché molti in passato si sono sistemati professionalmente come “Heilpraktiker für Psychotherapie”.
In Austria il counseling è regolamentato dalla legge federale. Esiste un albo professionale al quale sono iscritti circa 1.500 “Lebensberater” (il termine austriaco per Counselor).
In Svizzera il counseling, o “Psychologische Beratung”, viene gestita dalla FSP e dalle Leggi cantonali, ma è in creazione un’Associazione dei Counselors separata dalla Federazione degli Psicologi.
In gran parte degli altri paesi, come in Italia, i Counselors sono liberi Professionisti che, per motivi formativi e per garantire la qualità professionale, fanno parte di Associazioni di Counseling.
In diversi paesi europei le università stanno introducendo corsi di counseling, sotto forma di master o di corsi di specializzazione, prevalentemente nelle facoltà di Psicologia e di Scienze della Formazione. Spesso, purtroppo, insegnano molta teoria del Counseling a scapito dell’esercizio pratico, e sottovalutando il percorso personale.
Alcune scuole di Counseling si riferiscono allo “standard EAC” (European Association of Counselling) che citano nella loro pubblicità. L’EAC nel 1991 ha definito uno standard, stabilendo dei criteri sia per il monte ore ed i metodi impegnati nella formazione, che per la condotta etica. Il CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, istituito dall’art. 99 della Costituzione della Repubblica Italiana) elenca il Counseling tra le Professioni emergenti.